Il 2020 ci ha insegnato il significato della parola smart-working o lavoro agile. Molti impiegati che tutti i giorni andavano in ufficio hanno potuto sperimentare il lavoro da casa o da un altro luogo a loro comodo.
Si è molto speculato su quanto lo smart working fosse una scelta sostenibile da un punto di vista ambientale ma analizzando la questione più in profondità, è veramente così?
Meno viaggi, meno inquinamento
Il primo è un punto per il 100% a favore della tesi sulla sostenibilità. Lavorare da casa permette agli impiegati di non mettersi in macchina ogni mattina e percorrere chilometri e chilometri bloccati nel traffico per raggiungere l’ufficio.
Oltre al grande risparmio in termini di tempo e riposo, il lavoro agile ha due grossi vantaggi quando si parla di spostamenti:
- chi lavora da casa non si mette in macchina e non contribuisce a produrre smog
- meno auto sulla strada significa meno traffico e tempi di percorrenza ridotti anche per coloro che invece ancora vanno in ufficio, auto che spendono meno tempo per strada e quindi meno smog
Riscaldamenti domestici, una delle maggiori cause di inquinamento
Se è vero che lavorare da casa permette di non inquinare usando l’auto, è altrettanto vero che chi lavora da casa ha bisogno di accendere i riscaldamenti o il condizionatore tutto il giorno per poter lavorare in una temperatura gradevole.
Se per 20 lavoratori che vanno in ufficio è necessario riscaldare un solo ambiente, se gli stessi 20 impiegati lavorano da casa gli ambienti da riscaldare saranno venti volte tanti, venti caldaie accese e quindi venti volte più inquinamento.
Gli impianti di riscaldamento domestici sono una delle maggiori fonti di inquinamento delle nostre città in inverno e riscaldare una casa per tutto il giorno ha un impatto decisamente maggiore rispetto al riscaldarla solo alla mattina e alla sera.
Meno abiti da lavoro, meno lavatrici
Durante i periodi in cui siamo stati costretti in casa, quello di lavorare in pigiama o in tuta e in ciabatte è diventato un fenomeno di culto.
Anche gli impiegati che lavoravano negli uffici più rigidi e impomatati hanno potuto sperimentare il comfort del lavoro in felpa e calzettoni.
Ora che la situazione si è ristabilita, chi ha potuto scegliere di mantenere la modalità di lavoro agile ha la possibilità di continuare ad indossare abbigliamento comodo e che non richiede particolari cure per il lavaggio: niente giacche da lavare a secco, niente camicie da inamidare.
I vestiti non sono solo più comodi e meno laboriosi da pulire ma possono anche durare più a lungo tra un lavaggio e l’altro. Lavorare da casa significa lavorare in un ambiente pulito e familiare, senza passare da luoghi affollati e mezzi pubblici dalla dubbia igiene.
Se si indossano i pantaloni un giorno in più prima di lavarli, alla fine del mese si risparmieranno diverse lavatrici e quantità di detersivi non indifferenti.
Cucinare a casa significa consumare meno plastica
“Schiscetta” è un termine del dialetto lombardo che è stato esportato ormai in tutta italia e serve ad indicare il pasto preparato a casa per essere consumato durante la pausa pranzo al lavoro.
Non tutti però seguono questa tradizione e molte persone, specialmente nelle grandi città, scelgono di andare a pranzo al ristorante o di ordinare del cibo da asporto.
E proprio il cibo da asporto è causa di grande inquinamento grazie ai packaging difficilmente riciclabili perchè in materiali compositi o perchè semplicemente sporchi di cibo e quindi non accettati nella raccolta differenziata delle città.
Smart working da casa significa avere accesso completo alla propria cucina per preparare pasti completi, sani e nutrienti e soprattutto direttamente dalla padella al piatto, senza passare per contenitori e posate usa e getta.
Quanto inquinano le mail?
Pensiamo sempre alle tecnologie digitali come un metodo per inquinare meno, utilizzando meno carta e meno inchiostro per i nostri documenti ma anche le e-mail inquinano:
Diverse ricerche si sono date come obiettivo quello di individuare il reale costo ambientale delle tecnologie digitali e gli studi più recenti hanno sottolineato come una singola e-mail possa “costare” fino a 4,5 grammi di CO2.
Per alimentare i sistemi informatici, si stima che l’1% dell’intero fabbisogno energetico globale sia utilizzato per dare energia ai data-center, quei grandi edifici pieni di server attraverso i quali passano tutte le nostre comunicazioni e in cui vengono immagazzinati i dati.
Secondo uno studio della Royal Society di fine 2020, in un anno un utente medio che utilizza la posta elettronica per lavoro può arrivare a emettere 135 kg di CO2.
Le tecnologie digitali sono una scelta più sostenibile delle alternative tradizionali ma è sempre bene fare attenzione al costo ambientale che si portano dietro.
Lavori che puoi fare anche da casa
Sempre più lavoratori hanno scelto il lavoro agile che le aziende grandi e piccole concedono ai propri dipendenti ma esistono anche tante nuove professioni nate o rivoluzionate dall’avvento di internet come il graphic designer, il copywriter, il social media manager, l’influencer o il performer e che fanno nello smart working il proprio modello di business principale.
Queste attività vengono sempre più spesso svolte in forma autonoma come titolari di Partita IVA e proprio per questo sono nati diversi servizi online che si occupano di supportare i lavoratori nella gestione fiscale della propria attività.
Uno di questi è Fiscozen che mette a disposizione di ciascun iscritto un commercialista dedicato che possa essere un punto di riferimento in grado rispondere a tutte le domande e svolgere tutte le pratiche necessarie, e un software facile ed intuitivo per gestire la fatturazione e gli altri adempimenti fiscali.