Il problema del risparmio energetico coinvolge sempre più famiglie in Italia. Per questo motivo sempre più persone si convertono all’uso dei fornelli induzione. Ma davvero si può consumare meno energia così facendo? Lo scopriamo insieme
Fornelli ad induzione e fornelli a gas: confronto sulla spesa
La prima domanda che ci si pone è “i fornelli ad induzione costano meno dei fornelli a gas?”. Di solito per fare un confronto di spesa si devono tenere conto molteplici fattori come tipo di utenza, fasce di consumo e così via. Ad ogni modo facciamo un esempio: con un fornello ad induzione per cucinare occorrono circa 450 kWh in un anno, per una spesa di circa 92 euro in bolletta, contro i 63 euro in bolletta per il consumo di gas. Appare evidente quindi che il meano sia più economico: dove sta dunque la convenienza di convertirsi all’induzione? La convenienza economica sorge allorquando si abbina il piano induzione ad una pompa di calore elettrica che consente di evitare del tutto l’uso del gasi in casa, abolendo del tutto dal proprio appartamento un’utenza.
La questione della potenza elettrica
A volte ci si frena a scegliere un piano cottura ad induzione perché le bobine assorbono talmente corrente da essere necessaria una potenza maggiore. Devi sapere infatti che se si cucina e al contempo si fa altro con la corrente in casa, si sfiorano facilmente il 3 kW (in particolare se si usa il climatizzatore o se si usano altri elettrodomestici). In vero questo non rappresenta un problema in quanto esistono dei piani cottura che permettono di autolimitare l’assorbimento di corrente così da evitare uno stacco improvviso del contatore. Inoltre, molte compagnie energetiche offrono sconti ai clienti che aumentano la potenza di corrente in contratto.
La tipologia di pentole
Quanto alle pentole, devi sapere che per i fornelli ad induzione ci vogliono delle pentole specifiche. Si tratta dunque di un investimento iniziale da fare ma che ti comporta un risparmio notevole nel tempo in quanto sono pentole destinate a durare e che non si bruciano. Devono avere un fondo piatto, ed essere dotate di un doppio strato inferiore fatto di ferro per far sì che si crei il campo magnetico adatto alla cottura.
Se non sai come verificare se la pentola si adatta bene, basta vedere se su quelle che hai si attacca una calamita. Di solito sono da cambiare quelle di terracotta, di rame e di alluminio (non si tratta di materiali ferrosi). Se poi non vuoi comprare le pentole, e questo sarebbe un notevole risparmio, puoi comprare anche dei dischi adattatori, che costano circa una decina di euro, grazie ai quali si possono adattare le proprie pentole all’uso dell’induzione
Tutta questione di sicurezza, di qualità e dei tempi di cottura
A parte tutto questo che abbiamo elencato, ci sono molteplici vantaggi del piano induzione. Ad esempio la sicurezza rispetto all’ipotetico rischio di fuga di gas. O anche la questione della qualità: per essere realizzati questi tipi di cucina impiegano materiali di un certo calibro, destinati a perdurare nel tempo. Al contempo vengono ottimizzati anche i tempi di cottura, grazie alla superficie in vetroceramica e alla propagazione di corrente solo ed esclusivamente sotto la pentola di tuo interesse. La cottura è rapida e precisa, il rischio di ustioni domestiche non si corre per nulla ed esteticamente rappresenta una garanzia. A seconda del modello che scegli puoi anche beneficiare di optional e funzionalità ulteriori che ti permettono di gestire con precisione cottura, temperatura, eventuale associazione di più zone riscaldanti così da formare una sola ed unica zona estesa di cottura, se hai esigenza di cucinare qualcosa con padelle e pentole di dimensioni maggiori.